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    Metodo Classico o Charmat?

    Stiamo parlando naturalmente dei vini spumanti.
    Il metodo Martinotti (Charmat) ed il metodo Classico (Champenoise) sono i due processi di spumantizzazione che garantiscono un vino spumante di qualità.
    La principale differenza tra questi due metodi di produzione consiste nella presa di spuma: questa è la fase più importante, il momento in cui grazie alla rifermentazione dei lieviti, si genera l’anidride carbonica; la presa di spuma può avvenire in botti d’acciaio (autoclavi) oppure in bottiglia.
    Il metodo Charmat (Martinotti) fu inventato alla fine del XIX secolo da Federico Martinotti, direttore per l’Istituto Sperimentale per l’Enologia di Asti, il quale introdusse la fermentazione in grandi recipienti a tenuta stagna. Il brevetto è invece attribuito al francese Charmat, che nel ‘900 brevettò l’attrezzatura e da cui prende il nome conosciuto in tutto il mondo. La fermentazione avviene in questo caso in un’autoclave pressurizzata, a temperatura controllata, per un periodo breve che va dai 30 giorni ai 6 mesi. Gli zuccheri presenti  nel vino vengono attaccati dai lieviti, che li trasformano in alcol ed anidride carbonica dando vita alla presa di spuma.
    Il famoso metodo Classico (detto anche Champenoise, dalla regione dello Champagne in cui si diffuse a partire dal ‘600) è un processo più complesso e minuzioso. Anziché in autoclave, la presa di spuma ha luogo in bottiglia con l’aggiunta di zuccheri e lieviti selezionati, il cosiddetto liqueur de tirage. Le bottiglie dovranno riposare in posizione orizzontale per permettere l’affinamento dei lieviti, per un periodo prolungato che va dai 18 fino agli oltre 30 mesi. Trascorso tale periodo si comincerà il remuage, ovvero la rotazione minimale quotidiana della bottiglia in modo da far cadere lentamente le fecce verso il collo ella bottiglia. Quando le bottiglie si trovano in posizione quasi verticale, le fecce raccolte sotto il tappo si potranno eliminare attraverso la sboccatura o degorment: un tempo si stappava la bottiglia e per effetto della pressione fuoriusciva il residuo da eliminare; adesso vi sono macchinari appositi che congelano il collo della bottiglia in modo da intrappolare le fecce in un cilindretto di ghiaccio che viene espulso sempre per effetto della pressione, senza causare dunque perdite eccessive di prodotto. Dopo la sboccatura, bisognerà rabboccare la bottiglia con il liqueur d’expèdition, solitamente costituito da vino e zucchero.

    Nel caso di un metodo Classico il risultato è un vino complesso e strutturato, che valorizza i sentori di lievito più che dell’uva, con la bollicina fine e persistente. 

    Negli spumanti a metodo Charmat, grazie alla rapidità della lavorazione, vengono esaltate le note fresche, aromatiche e fruttate.

    Assaggiate il nostro Brut bianco "Perla" ed il nostro rosè "Giada"...Riuscite a indovinare quale metodo utilizziamo?

    Alla salute,

    VM

     

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